C’era un tempo in cui le cartoline erano vere e proprie stampe fotografiche che circolavano in tutta Europa. In quel tempo Photoshop non esisteva, e neppure il telefono. Alle cartoline dunque si lasciava il compito di trasmettere messaggi, anche abbastanza immediati e facili…tipo…Quando prendiamo un tè?

La mostra “Illusionismo Surreale” al Palazzo Casotti di Reggio Emilia ci permette di assaporare quel tempo. Le 300 cartoline in esposizione vantano delicatezza e gusto retrò, mostrano la cura e l’attenzione che ha richiesto la decorazione a mano, l’uso dei colori, delle sfumature, dei collage e decoupage di ogni singolo esemplare in mostra. Da tutte si evince una grandissima cura dei dettagli. Nonostante il tempo andato però l’ironia e il surrealismo sono attualissimi: volti ammiccanti di donnine in pose estatiche, doppi sensi tra amanti, rituali del corteggiamento, souvenir di viaggi, immagini iconiche e stereotipate. Il sorriso nasce spontaneo sul volto. La dimensione ridotta della cartolina richiede all’osservatore di avvicinarsi innescando così quasi un invito entrare in quel mondo. Il curatore Harri Kahla parla di un movimento di proto surrealismo che non compare in nessun testo critico e che si può circostanziare dalla fine dell’800 allo scoppio della prima guerra mondiale. Qualcuno potrà scorgere una bella fotografia oltre al kitsch.

Movimento/ modernità / beauty / metamorfosi / romance / fantasia / sogno / flirt sono le sezioni in mostra.
Sapore vintage che ammalia!

“Excursion to Spa”, Publisher M. Marcovici, Belgium, ca. 1905

“Excursion to Spa”, Publisher M. Marcovici, Belgium, ca. 1905

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Illusionismo Surreale. Fantasie fotografiche del primo Novecento in Europa (nell’ambito del Festival della Fotografia Europea)

A cura di Harri Kahla, ed in collaborazione con The Finnish Museum of Photography e Laura Serani

Palazzo Casotti
Piazza Casotti, 1
42121 Reggio Emilia

Dal 7 maggio aperto sabato dalle 10.00 alle 23.00; domenica e festivi dalle 10.00 alle 21.00

Fotografia-Europea-Logo

 

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Dal caveau di una banca a Museo del Design e della Moda: MUDE!

Lisbona = gioia e vitalità, con una punta di malinconia. In una delle strade principali, grazie anche ad un paneling di tutto rispetto, non si può non notare un edificio con una evidente connotazione istituzionale, il MUDE Museu do Design e da Moda. L’enorme cartellone pubblicitario che avvolge lo stabile è un chiaro richiamo ad entrare. E così scopriamo che il MUDE era in passato il Banco Nacional Ultramarino, una della banche più importanti di Lisbona che ha cambiato la sua destinazione d’uso trasformandosi in uno spazio museale, ma non completamente. I lavori sono ancora in corso, i piani non sono stati completati e le pareti sono grezze, ma la sua identità è ancora viva e forte, quasi come a ricordarci che qui sono transitati ricchi banchieri e persone di ogni tipo a depositare denari e averi, a chiedere prestiti, stringere accordi e affari. Nel Caveau sottostante si “consuma” la magia di allora, un’installazione sonora riproduce discorsi e dialoghi ipotetici ed entrando, mano a mano, in una, poi due e tre stanze scopriamo un mondo con il quale è difficile avere familiarità. In una parola affascinante. Il genius loci colpisce ancora. Negli altri piani il carattere forte del design la fa da padrone. La mostra di Felipe Oliveira Baptista è di eccezionale impatto, neon e specchi da cornice ad abiti finemente disegnati, eclettici, con una particolare attenzione ai tagli e ai modelli. Visitare il MUDE significa entrare in uno spazio fortemente connotato e sentirsi bene, avvolto dal bello. Se tutta questa bellezza non vi ha ancora convinto, vi basti sapere che l’entrata è gratuita poiché appunto i lavori all’interno non sono terminati e non ci sono i classici servizi museali. Volentieri avrei pagato per questa corposa dose di benessere!

MUDE

Rua Augusta 24, 1100-053 Lisboa, Portogallo
+351 21 888 6117

http://www.mude.pt/

Di borse non ne abbiamo mai abbastanza: MACRILIA

Dietro Macrilia ci sono Giulia e Maria Cristina e la loro passione per le cose belle! C’è un buon design, una comprovata esperienza artigianale e un’impegnativa attenzione ai particolari. Cosa c’è di più bello per noi donne delle BORSE? Modalità Mary Poppins? Benone, ecco la super borsa capiente dove puoi infilare davvero tutto senza problemi di spazio. Ready for the red carpet? Che sia la Festival di Roma o al mercato rionale potrete sempre presentarvi con il quadrotto, stylish quanto basta per far entrare esclusivamente il minimo e l’indispensabile, rivestito da cavallino con catena dorata. Quanto alle daily bag c’è davvero l’imbarazzo della scelta, tracolle dal doppio uso disponibili in bicolor e pellame di qualità, grandi, medie e piccole, a seconda delle necessità. Se poi dovessimo stufarci del pellame (difficile che la cosa accada) possiamo sempre “ripiegare”, per così dire, sull’eco pelle, più accessibile per il portafoglio. Psssss…corre voce che abbiano appena terminato i primi modelli estivi! A quanto pare non c’è sosta nell’atelier Macrilia. #staytuned

http://web.macrilia.it/

Quadrotto MACRILIA - pelle e cavallino

Quadrotto MACRILIA – pelle e cavallino

Porta monete MACRILIA - ecopelle

Porta monete MACRILIA – ecopelle

Tracolla MACRILIA bicolor

Etica o non etica: questo è il problema

Lo dice anche Frida Giannini; direttore creativo di Gucci dalle pagine di D Donna…”la moda deve essere etica per non farsi percepire come superflua”. Nell’affannato e deprimente contesto globale, specialmente oggi, la moda deve presentarsi sotto una nuova luce per giustificare i suoi lustri e paillettes. Se ne è parlato anche al Salone della CSR (Responsabilità Sociale d’Impresa) e IS (Innovazione Sociale) alla Bocconi di Milano ad inizio ottobre.

Dalle materie prime alla filiera produttiva, al breve ciclo di vita del prodotto, la moda ha non poche issues da affrontare nel suo percorso verso la sostenibilità. Si contano sulle punta delle dita le case che si fanno carico del bilancio sociale e coincidono con le più attaccate mediaticamente (es. Zara, H&M, ecc).

La cosiddetta FAST FASHION di certo non aiuta. Il consumismo e la globalizzazione sono effettivi nemici della sostenibilità ed infondere atteggiamenti meno consumistico è davvero dura. Oltretutto come si fa a valutare se un capo o un accessorio è stato prodotto e venduto in maniera etica? E qualora lo avessimo scoperto (la tracciabilità non è roba da poco) quanto poi siamo disposti a spendere per far coincidere eticità e portafoglio? A porre tutte queste domande mi sento Carrie Bradshow nella sua rubrica. Non so fornire e fornirmi risposte, ho solo degli interrogativi e cerco di dissipare la nebbia per individuare la strada da seguire. L’obiettivo verso cui propendere è, a mio avviso, una moda etica che possa avere ricadute positive sulle comunità, sulle persone svantaggiate, sui territori,ecc. Qualche caso virtuoso c’è ed è forse il caso di cominciare da lì’.

Il divano, opera d’eccellenza artigianale costruita collettivamente, ha permesso agli studenti di Meda (Mi) del Corso di Tappezzeria del Centro di Formazione AFOL di sperimentare le conoscenze acquisite in classe e permetterà inoltre di raccogliere fondi per i ragazzi del Centro di formazione di Managua (Nicaragua) di Terres del Hommes per acquisire competenze professionali per un futuro con maggiori opportunità. Divanoxmanagua, è il nome del progetto. O ancora, la produzione delle grosse case di moda che viene ospitata nel Sud del Mondo permette alle famiglie di mandare i figli a scuola e produce un indotto locale (meglio che ci sia piuttosto che il contrario), ma vogliamo chiudere con un bel progetto Made in India, anche perché il suo video esplicativo (necessario poiché la struttura è piuttosto complessa) ci mette il sorriso (https://www.youtube.com/watch?v=Yybe3hB3Ix4#t=14).
IOU – I Owe You punta sulla tracciabilità. Si parte dal filo che porta ai tessuti e poi al confezionamenti dei capi e poi alla vendita nella rete. Tutto tracciato, tutto sostenibile. Applausi!

iou logo iou textiles

Curami la moda e ti dirò chi sei

Come si “cura” la MODA? L’allestimento museale di prodotti legati all’emisfero MODA è in effervescente dibattito. La cosiddetta “messa in scena del prodotto” deve mostrare le caratteristiche degli abiti, deve emozionare, deve palesare la forte componente di artigianalità, deve essere statica ma anche dinamica, deve usare le ICT ma anche l’ago&filo. Insomma quale metodologia applicare? Ogni stilista e maison che si rispetti sta provando a dire la sua attraverso mostre temporanee (es. “Re” Giorgio Armani al Colosseo Quadrato di Roma) oppure, addirittura, attraverso la costruzione di strutture ad hoc (basti pensare al Museo Gucci di Firenze oppure al Museo Balenciaga a San Sebastian, Spagna).

Se ne parlerà al MAXXI di Roma (all’interno dello YAP Summer Festival) il prossimo 17 settembre alle ore 20:00. Per l’occasione intervengono i “guru” del V&A Museum di Londra…e sapete perchè? E’ in programma una mostra dal titolo “The Glamour of Italian Fashion“…quando si dice il Made in Italy!

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martedì 17 settembre ore 20:00

Piazza del MAXXI, Spazio YAP – ingresso libero
a cura di Clara Tosi Pamphili e Alessio de’ Navasques

http://www.fondazionemaxxi.it/2013/07/23/curare-la-moda/

Alla Fiera del Baratto e dell’Usato, per due soldi, un mandolino mio padre comprò

INSTANT MOOD partecipa alla Fiera del Baratto e dell’Usato alla Mostra d’Oltremare a Napoli il prossimo 24 e 25 novembre, con il suo stand 503 nel padiglione 3A.
Cosa troverete? Abbigliamento vintage e non, accessori, scarpe, libri, dischi, piccoli complementi di arredo, elettrodomestici e molto altro…
Gli orari della fiera sono dalle 10:00 alle 20:30. Venite a trovarci!
Ecco alcune delle cosine in vendita

In giro per Marsiglia

Marsiglia, futura Capitale Europea della Cultura, pare proprio avere un suo lato fashion da mostrare. Tipico bon ton francese con un tocco di estrosità..


“Barcelona te estás equivocando no puedes seguir ignorando..”

Et Voilà!…INSTANT MOOD fa di nuovo le valigie e vola da Parigi a Barcellona.

Cosa cambia? L’allure, lo stile, i colori… i toni diventano sgargianti, le forme sinuose, un po’ di follia e impertinenza…non solo moda, ma anche arte contemporanea (MACBA), storia (La Bouqueria, Casa Batllò) e design.

Segnaliamo il brand VAHO che punta sul riciclo di materiali per confezionare borse e accessori. Uno urban style di effetto grazie anche un particolare allestimento del punto vendita.

VAHO, allestimento punto vendita

VAHO, particolare del logo

Open market alla Ciutadella

Open market alla Ciutadella

Open market alla Ciutadella

Media Tank, installazione in uno spazio culturale

MACBA Barcellona

Casa Battlò

La Bouqueria

Marché aux puces de Saint-Ouen

Continuano le passeggiate di Instantmood a Parigi e da brave reporter delle cose belle e di gusto, non abbiamo perso l’occasione per andare ancora una volta a caccia di vintage a nord della città.
Immenso mercato delle pulci, nato alla fine del XIX secolo e considerato il più grande d’Europa. Ha 2500 bancarelle raggruppate in 10 marchés (zone mercato) ognuna con la sua specialità. Si distingue anche per i mobili d’antiquariato che propone.


INSTANT MOOD on the road…sezione VIAGGI

Sempre alla ricerca di nuovi spunti, INSTANT MOOD fa le valigie e prende il largo. Nella sezione VIAGGI vi porta in giro con sè per mostrarvi quanto accade fuori dall’Italia.
Inauguriamo con Parigi.
Nel cuore dello shopping cittadino, nel Marais, tra i suoi meandri medievale, scopriamo vintage shops, negozietti alla moda, catene di abbigliamento, mercerie in antichi cortili, e garden shop, tutto con un accurato senso estetico…

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